A digital edition of Edoardo Sanguineti's "Il Giuoco dell'Oca"

Project Team

Enrica Bruno, Maria Francesca Bocchi, Francesca Massarenti

Questo Giuoco è composto di 111 numeri, e può anche servire

a giocare fino a 79. Ciò deve convenirsi prima di cominciare la

lettura. Per giocare ci si serve di due dadi

numerati dall’ 1 al 6, e si tira chi debba giocare per primo,

e si conviene la posta al giuoco.

Colui che fa 12 va al 110 e ci trova SUPERGIRL, e può tirare una

volta sola con un solo dado; se per caso l’ 1 venisse, egli ha finito

il romanzo. Se un altro tira il 12, e tirata sú con la rete la ragazza

va fino al 110, allora il primo resta al frontespizio.

Colui che va al 55, e dietro la macchina da presa vede l’occhio dello

scheletro, retrocede dov’era prima, senza pagare; se per caso

tirando di nuovo tornasse al 55, ritornerà un’altra volta al suo posto.

Colui che va al 50, che è l’ultima cella, paga e vi resta fermo finché

un altro lo leva e si ferma al suo posto, pagando il convenuto.

Colui che oltrepassa il 111, tornerà indietro e incontrando

un’ oca retrocederà di nuovo. Colui che arriva al 111 ha vinto tutto,

e può passare ad un altro libro.

Quando si fa 9 (dove c’è Paola Pitagora), se è con 6 e 3, si va al 96 e si ascolta

una sfuriata pienamente giustificata e densa di significato; e se esce

5 e 4, si va al 59, coi due malviventi pronti a chiudere gli sportelli

del sarcofago ed ogni volta che si incontra un’ oca, si va avanti

ricontando il numero fatto. Si paga il convenuto quando si va alle interpuenti

poste: 7, 11, 83; e tu lettore riscontrerai la fronzuta verità

di questa cabala. Chi va al 48 torna al 21 e vi legge parole oscure.

Chi arriva al 45, sulle ali della ragazza vola al 111, putre et factus.

La morte sta all’ 82: chi vi giunge IS DEAD e paga.

Chi arriva al 51 si ritira dal giuoco; chi arriva al 28 torna all’ 1;

chi arriva al 64 va avanti di tanti punti quanti quelli dell’ultima

giocata; chi, essendosi una volta fermato al 4, capita nel 34, va fino all’ 83: e capirà perché.

Chi arriva al 62 o vuoi al 65, prointerpue al 73; e chi arriva al 24,

tira i dadi un’altra volta. Ma chi arriva al 44, se è accorto si ferma per due giri: perché la sosta è importante.

E chi avrà fatto tutte queste fermate e avanzate e ritorni e pene e

pagamenti, innante e indietro quante fiate correndo come un matto con i suoi

dadi e gli occhiali, e il naso puntato e il mento proteso, sì che giunga

primo o postremo alla conclusione del giuoco, ne avrà tratto il giovamento

che pare trarne l’autore, al lume di quella candela, con la testa

tutta piegata sopra il tavolo, lì sopra i suoi fogli, sopra i suoi libri

con le figure, sopra il suo teschio giallo.

Style

Tipology Description
Anaphor The repetition of a word or phrase at the beginning of successive clauses or lines.
Enjambement strong Strong disruption of the metric-syntactic unitary cohesion of a verse
Enjambement weak Weak disruption of the metric-syntactic unitary cohesion of a verse